Riviere era talmente scosso da quanto aveva sentito che era sotto l’effetto di una sorta di pietrificazione vivente. Non aveva neppure la forza di parlare e il suo stesso respiro all’improvviso si fece così lento da far temere un abbassamento fulmineo della pressione sanguigna. Ma poi ebbe uno scatto repentino,
guardò inorridito Sauniere come si guarda qualcosa che ci provoca dei sentimenti di forte esecrazione e repulsione, e d’improvviso si alzò dalla sedia e scappò come un razzo dalla canonica,
qualcuno dice pure che lo si vide addirittura correre nelle strade e quindi nelle campagne finchè non arrivò tramortito nel villaggio di Esperaza da cui era venuto.

Da quel momento si tappò in casa e non si fece vedere in giro per almeno due lunghi mesi. Non officiò ovviamente per tutto questo tempo la messa e per giustificare la sua assenza (in realtà gli venne un febbrone e una forte depressione lo colse fino a condurlo alle soglie della pazzia) mandò a dire ai suoi parrocchiani che per ragioni di salute si prendeva un periodo di riposo della durata di sessanta giorni, un tempo che evidentemente parve molto sospetto ai suoi fedeli.
Si seppe poi che, dopo che si fu ripreso dalla scioccante confessione di Sauniere, Jean Riviere procedette ad alcune decorazioni e modifiche della Chiesa di San Michele di cui era parroco, provvedendo addirittura ad allocarvi una misteriosissima scultura che rappresenta il Cristo sepolto all’interno di una grotta, qualcosa di talmente inquietante che ci fa capire che in effetti il punto centrale delle rivelazioni di Sauniere avrebbe appunto riguardato l’ultima dimora di Gesù sotto le fondamenta di un monte all’interno di una grotta scavata all’uopo.

Vi è poi da menzionare un’altra strana coincidenza:
Esperaza è il paese di Riviere, amico di Sauniere, ma è anche il paese di
Captier, il notaio che avrebbe registrato il famoso testamento del
1644 dettatogli da
François Pierre, Barone d’Hautpoul, marchese di Blanchefort e signore di Rennes-le-Chateau, un documento in cui si parlerebbe di
tenebrosi segreti da tenersi celati per non sconvolgere la pace sociale.

Ce n’è quanto basta per farsi un’dea del ciclopico mistero che attanaglia quelle apparentemente sperdute zone della Francia meridionale, che sembrano essere state visitate nel passato da diverse personalità di alto spessore politico e religioso, tra cui l’ex
Presidente francese Mitterand e l’allora Nunzio Apostolico
Angelo Roncalli, il futuro
Giovanni XXIII.
Perché tutta questa attenzione per un paesino sperduto di poche anime quale Rennes-le-Chateau?
Per concludere una chicca proprio a proposito di Giovanni XXIII: orbene, in relazione al suo papato e a ciò che ha rappresento per quei tempi, si dice che egli apportò alla politica vaticana dei cambiamenti straordinari, se non fosse che rappresentano mosse che fanno pensare che in un certo senso egli era a conoscenza di certi misteri riguardanti Rennes-le-Chateau; modificò ad esempio i rapporti tra
Chiesa e Massoneria, facendo capire che in sostanza un cristiano poteva rimanere tale anche se appartenente a determinati raggruppamenti segreti.

Ma ciò che più colpisce l’immaginazione e che getta una luce sinistra su tutta la vicenda di questo villaggio del sud francese fu il contenuto di
una sua lettera papale misteriosissima del 1960, nella quale in sostanza parlò della salvezza umana che si sarebbe ottenuta grazie allo
spargimento del sangue di Cristo.
E’ una lettera molto carica di oscuri significati, perché affermerebbe (il condizionale è d’obbligo vista la difficoltà esegetica e l’astrusità del documento in oggetto) che la redenzione dell’essere umano sarebbe stata ottenuta grazie alle sofferenze e al versamento del sangue di Gesù
(qualcuno pensa che in questa maniera si è messa quasi in secondo piano la teoria della crocifissione e resurrezione del fondatore del cristianesimo), dichiarazioni e interpretazioni che, se corrispondessero al vero, risulterebbero fonte perenne di
angosce e dubbi tremendi.
Riti e Rituali:
Articoli di Vipom
Riferimenti:
1a puntata
2a puntata
3a puntata
4a puntata
Saluti
Vipom
Nessun commento:
Posta un commento