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domenica 13 gennaio 2008

L'ordine nazionale degli psicologi prende posizione sulle terapie di “cura dell’omosessualità”

utbFinalmente! E' la prima cosa che ho pensato leggendo un comunicato dell'ordine nazionale degli psicologi. Lo riporto qui di seguito.
08/01/2008 - Omossessualità e "terapia riparativa". Lo psicologo non deroga mai
In relazione alle polemiche innescate dal reportage di Davide Varì pubblicato su Liberazione riteniamo utile fornire alcuni elementi di riflessione. Lo psicologo non deroga mai ai principi del Codice Deontologico nessuna ragione né di natura culturale né di natura religiosa, di classe o economica può spingere uno psicologo a comportamenti o ad interventi professionali non conformi a tali principi. Questo non certamente per timore delle possibili sanzioni (che pur gli Ordini puntualmente comminano), ma perché i principi del Codice sono intimamente e inestricabilmente connessi con la cultura, il sapere e il saper fare dello psicologo. "Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri…. " e quindi "nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio/economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. …" E’ evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna "terapia riparativa" dell’orientamento sessuale di una persona.


domenica 26 agosto 2007

Pacs nel Quattrocento?

Dal blog Bioetica

Sul numero di settembre del prestigioso Journal of Modern History, Allan A. Tulchin della Shippensburg University offre le prove documentarie dell’esistenza nell’Europa del 1400 di un istituto giuridico affine alle odierne unioni civili, e come queste aperto anche alle coppie omosessuali («Same-Sex Couples Creating Households in Old Regime France: The Uses of the Affrèrement»; riassunto in «Are civil unions a 600-year-old tradition?», EurekAlert, 23 agosto 2007):
"in late medieval France, the term affrèrement – roughly translated as brotherment – was used to refer to a certain type of legal contract, which also existed elsewhere in Mediterranean Europe. These documents provided the foundation for non-nuclear households of many types and shared many characteristics with marriage contracts, as legal writers at the time were well aware, according to Tulchin..."



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