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venerdì 13 febbraio 2009

Eluana

[CuoreMagico] Eluana Englaro aveva la mia stessa età ed è morta qualche giorno fa dopo 17 anni trascorsi in stato vegetativo. La sua storia è nota a tutti e dunque non è necessario ripercorrerla.

Sono da sempre favorevole all’eutanasia e ritengo che l'Italia dovrebbe quanto prima darsi delle leggi moderne e chiare su questo tema.

Sul caso di Eluana, però, ho avuto fino alla fine dei dubbi, che mi hanno impedito, e mi impediscono anche ora, di prendere posizione.

Se accadesse a me ciò che è capitato a lei, io vorrei senz’altro essere lasciata morire: essere vivi, per me, significa avere la possibilità di agire e di interagire, di pensare e di provare emozioni; diversamente non ha senso stare su questa terra.

Ma Eluana aveva davvero espresso lo stesso parere? Non potremo saperlo mai con assoluta certezza.

Siamo poi sicuri che l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione non le abbia provocato del dolore fisico? Non sono un medico e quindi non posso saperlo; ma forse neppure i medici possono dirlo in piena certezza.


lunedì 9 giugno 2008

Mina Welby e Chiara Lalli

Mina vaganteHo avuto la fortuna e l'onore di incontrarle oggi, di persona. L'occasione è stata un incontro con Mina Welby durante la lezione finale del corso di Epistemologia delle Scienze Umane di cui è docente Chiara Lalli.
E' stato davvero emozionante poter ascoltare le parole della signora Welby, così coinvolgente mentre parla delle numerose battaglie combattute accanto al suo uomo. Dapprima spaventata dal significato della parola eutanasia, a causa dell'educazione fortemente cattolica ricevuta, poi via via sempre più consapevole dell'importanza dell'affermazione dei diritti civili, ferme restando le sue convinzioni da credente (di quelli veri a mio avviso). E tutto questo con una voce dolcissima ma ferma e decisa, quasi a "stridere" con la sua esile figura di donna minuta, all'apparenza fragile.

Si, all'apparenza. E' una donna forte Mina, che ha fatto una difficile scelta di vita restando accanto ad uomo con una malattia che poteva solo peggiorare e non migliorare, scelta dettata sicuramente da un grande amore che ancora oggi traspare mentre lo racconta.


Ora le battaglie di Piero sono diventate le sue, la voce di Piero è diventata la sua.

Facciamo si che questa voce si moltiplichi, io comincio da qui con questa piccola testimonianza.
Grazie Mina, grazie Piero e grazie Chiara per la bella opportunità.


Fonte foto: Il Calibano


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mercoledì 23 aprile 2008

Medici e Obiezione di Coscienza: Ecco un po’ di Dati

Mi riferisco ad una notizia di qualche tempo fa che mi ha lasciata senza parole. Non che fossi così ingenua da ritenere il contrario, ma leggere queste cose nero su bianco lascia spiazzati.
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Da AdnKronos: “Il 60% circa (59,5%) dei ginecologi italiani attivi in strutture che effettuano l’interruzione volontaria di gravidanza è obiettore di coscienza. Con punte del 92,6% in Basilicata e dell’80,5% del Veneto. E percentuali più basse in Calabria (39,9%) e Valle d’Aosta (20%). Questi gli ultimi dati disponibili, elaborati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) nel 2005 e poi inviati al ministero della Salute per la relazione sull’applicazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Altri dati, a livello nazionale, non sono disponibili. […] se è vero che in Basilicata più di 9 ginecologi su 10 sono obiettori, e in Veneto lo sono l’80%, percentuali elevate si riscontrano anche nelle Marche (78,4%), nel Lazio (77,7%), in Puglia (76,8%) e in Provincia di Bolzano (74,1%). Quasi in tutte le regioni italiane il numero dei ginecologi obiettori è maggiore rispetto a quello dei colleghi che effettuano gli aborti. Sotto il 50% si attestano solo, oltre a Calabria e Valle d’Aosta, i ginecologi della Provincia di Trento (44,4%), dell’Abruzzo (44,3%), della Campania e della Sicilia (44,1%), e della Sardegna (45,7%). A livello aggregato, la maggiore concentrazione di ginecologi anti-aborto si trova al Centro Italia (70,3%), seguito dal Nord (63,5%), dal Sud (52,9%) e dalle Isole (44,3%). […]“.

Questi dati sono sconvolgenti.
continua_mc_grigio

domenica 9 marzo 2008

Medici e obiezione di coscienza

caduceo14Ho appena letto una notizia di qualche giorno fa che mi ha lasciata senza parole. Non che fossi così ingenua da ritenere il contrario, ma leggere queste cose nero su bianco lascia spiazzati.

Da AdnKronos: "Il 60% circa (59,5%) dei ginecologi italiani attivi in strutture che effettuano l'interruzione volontaria di gravidanza è obiettore di coscienza. Con punte del 92,6% in Basilicata e dell'80,5% del Veneto. E percentuali più basse in Calabria (39,9%) e Valle d'Aosta (20%). Questi gli ultimi dati disponibili, elaborati dall'Istituto superiore di sanità (Iss) nel 2005 e poi inviati al ministero della Salute per la relazione sull'applicazione della legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza. Altri dati, a livello nazionale, non sono disponibili. [...] se è vero che in Basilicata più di 9 ginecologi su 10 sono obiettori, e in Veneto lo sono l'80%, percentuali elevate si riscontrano anche nelle Marche (78,4%), nel Lazio (77,7%), in Puglia (76,8%) e in Provincia di Bolzano (74,1%). Quasi in tutte le regioni italiane il numero dei ginecologi obiettori è maggiore rispetto a quello dei colleghi che effettuano gli aborti. Sotto il 50% si attestano solo, oltre a Calabria e Valle d'Aosta, i ginecologi della Provincia di Trento (44,4%), dell'Abruzzo (44,3%), della Campania e della Sicilia (44,1%), e della Sardegna (45,7%). A livello aggregato, la maggiore concentrazione di ginecologi anti-aborto si trova al Centro Italia (70,3%), seguito dal Nord (63,5%), dal Sud (52,9%) e dalle Isole (44,3%). [...]".

sabato 8 marzo 2008

Che la scelta sia davvero libera!

Città del Vaticano[CuoreMagico] In questo periodo in cui la Chiesa di Roma sta portando avanti un’offensiva a 360° contro alcune delle più preziose conquiste della laicità e della scienza del XX secolo, il dibattito più aspro si è acceso, come era prevedibile, intorno al tema dell’aborto.

Se ne sta parlando tanto, che forse questo intervento risulterà quanto meno superfluo. Ma sento l’esigenza di esprimere la mia opinione.

Personalmente non ricorrerei mai all’interruzione volontaria della gravidanza, tranne che nel caso di diagnosi mediche particolarmente infauste che, lo ammetto senza ipocrisie, non mi sentirei di affrontare.

D'altra parte sono anche convinta che non sia giusto mettere al mondo bambini che si sa già che non potranno avere una vita cosiddetta normale, o che addirittura ne avranno una breve e dolorosa. Fermo restando che rispetto chi la pensa in maniera diversa.


lunedì 11 febbraio 2008

San Valentino? No grazie! (Ma questa è una cosa seria...)

Va bè, diciamolo: sono single, quindi niente San Valentino!

Nè regalo, nè ricevo... E quest'andazzo è lo stesso già da un sacco di anni! Ma guardiamo il lato positivo: risparmio... ;-)
Quest'anno, grazie a dgrossato, ho deciso di fare anche io un "regalo" di San Valentino. Ovviamente non ad un uomo (mancando la materia prima) ma a quaranta bambini! Come farò? Grazie all'Unicef e ai suoi Regali per la Vita.

San Valentino: Vaccino antimorbillo per 40 bambini

San Valentino: dal 1999 a oggi le campagne di vaccinazione di massa hanno ridotto di oltre il 60% la mortalità da morbillo nel mondo. Regala 80 dosi per 40 bambini. Li avrai salvati da una malattia come il morbillo, che in tanti paesi in via di sviluppo è spesso una malattia letale.

Ragazzi, costa soltanto € 13,36!!

In genere sono scettica su queste cose e maliziosa a prescindere. Questa volta voglio sperare che un piccolo gesto sia utile davvero a quaranta bambini e che questi soldi siano usati tutti per questo scopo.

martedì 5 febbraio 2008

Sul documento sui prematuri...

Avrei voluto scrivere qualcosa. Ma non sono madre, non sono medico e non sono giornalista. Preferisco lasciare la parola a chi conosce bene l'argomento e ne sa parlare, a mio avviso, nel migliore dei modi. Ho scelto due autori che seguo da tempo, molto preparati e che nei loro scritti rappresentano il mio pensiero: Gennaro Carotenuto e Chiara Lalli.
Il documento delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia delle quattro facoltà di Medicina delle università romane, La Sapienza, Tor Vergata, Cattolica e Campus Biomedico che prescrive, nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un’interruzione di gravidanza, che il neonatologo debba intervenire per rianimarlo, “anche se la madre è contraria, perché prevale l’interesse del neonato” è del tutto pleonastico per almeno tre motivi.
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Il documento sui prematuri redatto dai direttori delle cliniche ginecologiche delle facoltà di medicina delle università romane (Tor Vergata, La Sapienza, Cattolica e Campus Biomedico) ha scatenato l’ennesima polemica.

Il documento originale non è ancora disponibile (almeno io non ce l’ho ancora, nonostante ne abbia fatto richiesta alla AGUI che mi ha inviato soltanto la conclusione. La prematurità estrema: margini di gestione ostetrica e risvolti neonatologici. Convegno promosso dalle Facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università Romane. Documento conclusivo:

con il momento della nascita la legge attribuisce la pienezza del diritto alla vita e quindi all’assistenza sanitaria. Pertanto un neonato vitale va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio ed assistito adeguatamente. L’attività rianimatoria esercitata alla nascita dà quindi il tempo necessario per una migliore valutazione delle condizioni cliniche, della risposta alla terapia intensiva e della possibilità di sopravvivenza e permette di discutere il caso con il personale dell’Unità ed i genitori. Se ci si rendesse conto dell’inutilità degli sforzi terapeutici, bisogna evitare ad ogni costo che le cure intensive possano trasformarsi in accanimento terapeutico).

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domenica 13 gennaio 2008

L'ordine nazionale degli psicologi prende posizione sulle terapie di “cura dell’omosessualità”

utbFinalmente! E' la prima cosa che ho pensato leggendo un comunicato dell'ordine nazionale degli psicologi. Lo riporto qui di seguito.
08/01/2008 - Omossessualità e "terapia riparativa". Lo psicologo non deroga mai
In relazione alle polemiche innescate dal reportage di Davide Varì pubblicato su Liberazione riteniamo utile fornire alcuni elementi di riflessione. Lo psicologo non deroga mai ai principi del Codice Deontologico nessuna ragione né di natura culturale né di natura religiosa, di classe o economica può spingere uno psicologo a comportamenti o ad interventi professionali non conformi a tali principi. Questo non certamente per timore delle possibili sanzioni (che pur gli Ordini puntualmente comminano), ma perché i principi del Codice sono intimamente e inestricabilmente connessi con la cultura, il sapere e il saper fare dello psicologo. "Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri…. " e quindi "nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio/economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. …" E’ evidente quindi che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna "terapia riparativa" dell’orientamento sessuale di una persona.


giovedì 3 gennaio 2008

Un recente studio sfata falsi miti medici

caduceo14Due ricercatori americani, Aaron Carroll e Rachel Vreeman, hanno esaminato alcuni luoghi comuni alla ricerca di prove scientifiche che avvalorassero la loro fondatezza: ne hanno invece sfatati un bel po'!

Ci sono credenze popolari entrate ormai nell'immaginario collettivo, compreso quello dei medici: spesso i pazienti si sentono fare raccomandazioni in proposito proprio dai dottori.

Ma vediamo più in particolare di quali "leggende metropolitane" parliamo.


Prima di tutto, non è vero che bisogna bere otto bicchieri d'acqua per stare bene (cosa raccomandata spesso proprio dai dietologi); si parla la prima volta di questa teoria nel 1945 sul 'Nutrition Council' americano ma "la raccomandazione parla di 'fluidi', non di acqua - spiega Rachel Vreeman - la quantità indicata, appunto circa due litri, comprende anche l'acqua contenuta negli alimenti, o nelle bevande come il caffé".

martedì 18 dicembre 2007

La musica della vita

dnaE' di oggi la notizia che è stato registrato il suono del DNA. Si, proprio così: il nostro DNA ha un rumore ben preciso. Addio quindi al più classico, fino ad ora, "suono della vita" quale è il primo vagito di un neonato? Forse no, il lato romantico della cosa lo lasciamo proprio ai neonati.
Parlando scientificamente invece apprendiamo che il suono della vita, una sorta di musica proveniente dai movimenti del Dna, è stato registrato e brevettato per la prima volta da un team di ricercatori italiani e statunitensi guidato da Carlo Ventura, docente di Biologia molecolare dell'università di Bologna, e dal fisico James Gimzewski, dell'università di Los Angeles, California. La scoperta, oltre a essere curiosa, potrebbe in futuro portare gli scienziati a trasformarsi in 'direttori d'orchestra' capaci di indirizzare le cellule a differenziarsi seguendo un suono di riferimento ben preciso [...].


venerdì 7 dicembre 2007

Omeopatia: valida alternativa o inutile placebo?

HahnemannMi sono interessata per la prima volta all'omeopatia qualche anno fa, quando per qualche mese ho lavorato in una erboristeria. Certo, non posso dire di essere diventata una esperta in pochi mesi ma sicuramente ho avuto abbastanza tempo per restare affascinata da questo "mondo". Sono una persona scettica di natura e oggi posso affermare più che mai, dopo l'esperienza lavorativa di cui parlavo prima, che mi fido della scienza in primis; il resto viene sicuramente dopo. C'è da considerare però che molti medicinali hanno alla base sostanze sintetizzate da piante e non in laboratorio. Ma parliamo un po' dell'omeopatia in sè, considerata da molti vera e propria medicina alternativa: (dal greco "hòmoios", simile, e "pàthos", sofferenza) è un controverso sistema terapeutico i cui principi sono stati formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann verso la fine del XVIII secolo. Alla base dell'omeopatia è il cosiddetto principio di similitudine del farmaco (similia similibus curantur) enunciato dallo stesso Hahnemann e per il quale il rimedio appropriato per una determinata malattia è dato da quella sostanza che, in una persona sana, induce sintomi simili a quelli osservati nella malata. La sostanza, detta anche principio omeopatico, una volta individuata, viene somministrata al malato in una quantità fortemente diluita, definita dagli omeopati potenza. L'opinione degli omeopati è che diluizioni maggiori della stessa sostanza non provochino una riduzione dell'effetto farmacologico bensì un suo potenziamento [...].


domenica 2 dicembre 2007

Sai cosa è il PAO? Io l'ho scoperto da poco...

PAO 24ME' l'acronimo di Period After Opening e vuol dire periodo dopo l'apertura; sta ad indicare il numero di mesi nei quali un prodotto, una volta aperto e dunque durante l'utilizzo, si conserva inalterato. Parliamo naturalmente di cosmetici. Infatti da qualche tempo le etichette dei cosmetici riportano un nuovo simbolo (un esempio nella foto), per molti però ancora incomprensibile: si tratta del PAO. Ci spiega qualcosa in più il sito Saicosatispalmi. "Dall'11 marzo 2005 il legislatore ha ritenuto di dover tutelare la salute del consumatore con un'indicazione che riguardasse il flacone aperto poiché è proprio durante l'utilizzo che il contatto con le mani e con l'aria ne inquina poco alla volta il contenuto. Se per esempio la vostra crema viso ha un PAO di quattro mesi (nel simbolo del barattolo comparirà “4M”), una volta aperta avrete quattro mesi di tempo per finirla. Superato questo termine potrebbe non essere più microbiologicamente pura. Indicare il PAO sull'etichetta è obbligatorio per tutti i cosmetici che abbiano una durata superiore ai trenta mesi (mai aperti), mentre quelli che durano di meno devono indicare la data di scadenza. [...] Se in linea di massima il primo segnale di un cosmetico scaduto è il cambiamento di odore/colore/consistenza, è anche vero che possono esserci alterazioni microbiche che non sono immediatamente visibili ma che alla lunga possono provocarvi dermatiti fastidiose".


martedì 6 novembre 2007

Il funzionamento della coscienza

cervello[Spes] Qualche giorno fa è stato pubblicato anche sul mio blog un articolo dal titolo "Pensiero ed autocoscienza: reazioni chimiche casuali o anima spirituale?" tratto da Riti e Rituali ed ho ricevuto due commenti molto interessanti e ben argomentati. Questi commenti sono stati fatti dall'Ing. Riccardo Calantropio ed ho pensato di riportarli in due distinti post, questo è il primo, per dare una maggiore visibilità alle sue argomentazioni. L'Ing. Calantropio ha un proprio sito che potete trovare qui: nuoveteorie-calos. Ecco, di seguito, il primo.
Il Nobel per la fisica Eugene Wigner, in un simposio tenuto alcuni anni fa a New York, ha dichiarato che la coscienza è la realtà primaria. La teoria dei quanti ha fatto miracoli, spiegando le proprietà dei fenomeni microscopici. Ma... è limitata. Non spiega la vita o la coscienza. In futuro la fisica spiegherà non solo i fenomeni osservati ma anche il processo dell’osservare. Siamo proprio all’inizio della comprensione della coscienza.


venerdì 2 novembre 2007

Allo studio un reggiseno in grado di prevenire i tumori

reggisenoIl primo prototipo è previsto per l'inizio del 2008. Stiamo parlando di un reggiseno con una funzione davvero particolare: quella di prevenire i tumori al seno. Il professor Elias Siores, ricercatore del Centro ricerca e innovazione dell'università di Bolton (UK), che coordina la ricerca, ha affermato che il reggiseno potrà diagnosticare il cancro prima che il tumore si sviluppi e diffonda. Come? Il reggiseno sarà dotato di sensori particolari, delle speciali antenne per microonde con la stessa tecnologia che viene utilizzata per determinare la posizione dei sottomarini e delle stelle più distanti, in grado di rilevare i cambiamenti di temperatura sottocutanei che avvengono quando il sangue confluisce in un nascente tumore.


venerdì 19 ottobre 2007

Vaccino per il Papilloma Virus: nuovo scontro tra laici e cattolici

Botticelli_VenusIl virus del papilloma umano o HPV (acronimo di Human Papilloma Virus) è un virus appartenente al gruppo dei papovavirus. Le infezioni da HPV sono estremamente diffuse e possono causare malattie della pelle e delle mucose. Si conoscono oltre 70 tipi di HPV, dei quali la maggior parte causa malattie non gravi, quali ad esempio le verruche cutanee. Alcuni tipi di HPV possono tuttavia causare tumori benigni quale il condiloma genitale e anche maligni quale il cancro del collo dell'utero e del pene. [...] Si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un'infezione genitale da HPV nel corso della propria vita, ma la grande maggioranza di queste infezioni é destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi. Solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni di HPV ad alto rischio oncogenico è possibile, in una minoranza dei casi, lo sviluppo di un tumore maligno del collo uterino. Il virus dell'HPV si contrae principalmente per via sessuale. Il rischio di contrarre una infezione da HPV aumenta con il numero dei partner sessuali, ed é massimo nell'età più giovanile (20-35 anni). [...] L'infezione da HPV è asintomatica nella maggior parte dei casi. [...] Ogni anno, in Italia, sono circa 3.500 le donne che si ammalano di cancro del collo dell’utero. Quasi la metà muore. In Europa questa patologia colpisce più di 33 mila donne e circa 15 mila muoiono ogni anno. Si stima che il 75% della popolazione entri in contatto con il virus almeno una volta durante la sua vita. [...]

martedì 18 settembre 2007

Addio all'insulina in siringa?

Insulin_penLa notizia fa ben sperare, soprattutto quelli che sono costretti a farsi l'iniezione di insulina quotidianamente. La riporto dal sito dell'Ansa.
(ANSA) - ROMA, 11 SET - Presto i pazienti malati di diabete potranno mettere da parte le siringhe di insulina e prendere al loro posto delle comode pillole. A darne l'annuncio sono stati alcuni ricercatori della Robert Gordon University di Aberdeen (Scozia), durante la conferenza della British Farmaceutical a Manchester. Attualmente il farmaco viene iniettato con la siringa per evitare la rottura degli enzimi prima di arrivare in circolo nel sangue.
Vediamo un po' più esattamente cos'è il diabete.


giovedì 2 agosto 2007

I Bambini Indaco: una Nuova Evoluzione della Razza Umana

Non avevo mai sentito parlare dei bambini indaco prima di leggere un commento all'articolo "Avvistamento Ufo di Pordenone: gli Alieni sono in mezzo a noi?".

La definizione "Indaco" è stata usata per la prima volta da Nancy Ann Tappe,  che nel 1982 scrisse un libro sull'argomento ("Capire la vostra vita attraverso il Colore").  Nancy, scrittrice, sensitiva e terapeuta, è in grado di vedere quelli che lei chiama "i colori della vita"  ed ha un metodo personalissimo per "leggere" questi colori. Alla fine degli anni settanta, Nancy incominciò a notare una trasformazione nei colori vitali, con alcuni colori, come il fucsia o il rosso cremisi,  che tendevano ad affievolirsi o a scomparire. Tuttavia la sua ricerca iniziò soltanto negli anni ottanta, quando  alcuni genitori,  preoccupati per il comportamento anomalo, "fuori dagli schemi" dei loro bambini, si rivolsero a lei per esseri aiutati.  Con sorpresa Nancy si accorse che il colore vitale di tutti questi bambini  tendeva all'azzurro violaceo. Di qui la definizione "Bambini Indaco". Chi sono dunque i Bambini Indaco?  Ecco come li descrivono Lee Carroll e Jan Tober nel loro libro "The Indigo Children".

venerdì 27 luglio 2007

Se sei robusta e vuoi indossare il bikini usa i videogiochi!

war_gamesHo scritto di un recente studio secondo il quale l'obesità è contagiosa fra parenti e amici e finalmente ho scoperto il motivo per il quale io nel bikini non ci entro: mia madre è grossa, mia zia è grossa, mia sorella è grossa ed è quindi tutta colpa loro, visto che i rotolini sono contagiosi! Curiosando tra le pagine del web ho scovato un probabile "antidoto": pare che i videogiochi con i nuovi controller facciano dimagrire! La prima cosa che penso è: questa "terapia" potrebbe rivelarsi perfetta per una pigrona come me, vediamo di cosa si tratta. Un gruppo di ricercatori britannici ha annunciato che alcuni videogiochi consentono ai giocatori di bruciare tante calorie quanto una camminata a passo svelto; "gli ultimi sviluppi nel settore dei videogiochi hanno prodotto una gamma di nuovi controller che necessitano di alcuni movimenti del corpo per giocare", afferma Alasdair Thin, che ha condotto una ricerca sugli effetti dei giochi video presso la Heriot-Watt University di Edimburgo. "Mentre al troppo gioco coi videogiochi viene di solito attribuita la responsabilità di contribuire all'obesità infantile, la nostra ricerca rivela alcuni risultati molto positivi nel caso dei giochi che richiedono il movimento del corpo: i giocatori possono perdere fino a 300 calorie in mezz'ora giocando e ciò equivale a circa la stessa quantità di calorie che si perdono con una camminata a passo svelto di un'ora. Le nostre conclusioni rivelano che giocare con questi videogiochi può fornire un effettivo allenamento; i videogiochi che chiedono una partecipazione attiva possono anche essere considerati come un importante passo verso l'esercizio fisico da parte dei bambini sovrappeso e poco attivi".

giovedì 26 luglio 2007

Mia mamma, mia sorella, mia zia sono tutte grosse: ora ho capito perchè nel bikini non c'entro neppure io!

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Ho letto una notizia strana e alquanto curiosa, tipica di questo periodo estivo, in cui tutti cercano, soprattutto le donne, di fare in modo di riuscire a nascondere i rotolini (o rotoloni nel mio caso) di grasso... Ma è proprio necessario essere "sottili"? Avere un vitino da "velina"?Se si tratta della nostra salute direi proprio di si.... Ma come faccio? Mia madre è grossa, mia zia è grossa, mia sorella è grossa.... Ora ho capito perchè sono grossa anche io! Tutta colpa loro... Se fossero tutte secche ci sarei entrata anche io nel bikini (insomma non c'entro...). Ebbene sì, pare che l'obesità sia contagiosa! E' quello che ci rivela un'indagine svolta in Usa da alcuni ricercatori della Harvard Medical School con l'Universita' di San Diego: chi ha un amico o un parente obeso rischia fino a quasi tre volte di piu' (il 171%) di divenire obeso. "Quando i nostri cari sono obesi impariamo ad accettare inconsciamente come normale una forma del corpo che normale non è", spiega uno degli autori dello studio, Nicholas Christakis.

lunedì 18 giugno 2007

Testamento Biologico? Vista la Fine dei DICO, Dicono che Farà una Brutta Fine

Prendendo spunto da un altro mio post, ho scritto un pezzo aggiornato sulla situazione del ddl sul testamento biologico, pubblicato oggi su MenteCritica.
Tra il non possumus della Cei e il totale silenzio politico, il testamento biologico sta per essere definitivamente archiviato. Ma vediamo con calma un problema per volta.

Da qualche tempo l’anacronistica ed obsoleta locuzione latina non possumus (non possiamo) sta infestando i media in generale.


Continua a leggere su MenteCritica  407150942_3fb2a05165_m


Pressochè ogni giorno, nell’anno 2007, non si fa altro che sentire non possumus, non possumus… E’ la frase che gli apostoli Pietro e Giovanni avrebbero opposto a chi chiedeva loro di non predicare il Vangelo subito dopo la morte di Cristo. La frase è stata rilanciata da Papa Pio IX, che usò questa formula per rispondere ai tentativi del Regno d’Italia di confrontarsi con il Vaticano per risolvere la questione romana. La locuzione, già utilizzata negli ambienti pontifici come motivazione di rifiuti, è stata utilizzata successivamente per lo più nell’ambito dei rapporti politico-diplomatici fra il Vaticano e l’Italia. Qualche tempo fa è stata pronunciata diverse volte dalla CEI durante il “tentativo” di dialogo sull’istituzione dei DiCo e pare proprio abbia funzionato: non se ne parla praticamente più, in palese trasgressione alle direttive europee in merito alle convivenze omosessuali e relativa omofobia di cui la CEI sembra in forte odore.