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mercoledì 23 aprile 2008

Medici e Obiezione di Coscienza: Ecco un po’ di Dati

Mi riferisco ad una notizia di qualche tempo fa che mi ha lasciata senza parole. Non che fossi così ingenua da ritenere il contrario, ma leggere queste cose nero su bianco lascia spiazzati.
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Da AdnKronos: “Il 60% circa (59,5%) dei ginecologi italiani attivi in strutture che effettuano l’interruzione volontaria di gravidanza è obiettore di coscienza. Con punte del 92,6% in Basilicata e dell’80,5% del Veneto. E percentuali più basse in Calabria (39,9%) e Valle d’Aosta (20%). Questi gli ultimi dati disponibili, elaborati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) nel 2005 e poi inviati al ministero della Salute per la relazione sull’applicazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Altri dati, a livello nazionale, non sono disponibili. […] se è vero che in Basilicata più di 9 ginecologi su 10 sono obiettori, e in Veneto lo sono l’80%, percentuali elevate si riscontrano anche nelle Marche (78,4%), nel Lazio (77,7%), in Puglia (76,8%) e in Provincia di Bolzano (74,1%). Quasi in tutte le regioni italiane il numero dei ginecologi obiettori è maggiore rispetto a quello dei colleghi che effettuano gli aborti. Sotto il 50% si attestano solo, oltre a Calabria e Valle d’Aosta, i ginecologi della Provincia di Trento (44,4%), dell’Abruzzo (44,3%), della Campania e della Sicilia (44,1%), e della Sardegna (45,7%). A livello aggregato, la maggiore concentrazione di ginecologi anti-aborto si trova al Centro Italia (70,3%), seguito dal Nord (63,5%), dal Sud (52,9%) e dalle Isole (44,3%). […]“.

Questi dati sono sconvolgenti.
continua_mc_grigio

domenica 9 marzo 2008

Medici e obiezione di coscienza

caduceo14Ho appena letto una notizia di qualche giorno fa che mi ha lasciata senza parole. Non che fossi così ingenua da ritenere il contrario, ma leggere queste cose nero su bianco lascia spiazzati.

Da AdnKronos: "Il 60% circa (59,5%) dei ginecologi italiani attivi in strutture che effettuano l'interruzione volontaria di gravidanza è obiettore di coscienza. Con punte del 92,6% in Basilicata e dell'80,5% del Veneto. E percentuali più basse in Calabria (39,9%) e Valle d'Aosta (20%). Questi gli ultimi dati disponibili, elaborati dall'Istituto superiore di sanità (Iss) nel 2005 e poi inviati al ministero della Salute per la relazione sull'applicazione della legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza. Altri dati, a livello nazionale, non sono disponibili. [...] se è vero che in Basilicata più di 9 ginecologi su 10 sono obiettori, e in Veneto lo sono l'80%, percentuali elevate si riscontrano anche nelle Marche (78,4%), nel Lazio (77,7%), in Puglia (76,8%) e in Provincia di Bolzano (74,1%). Quasi in tutte le regioni italiane il numero dei ginecologi obiettori è maggiore rispetto a quello dei colleghi che effettuano gli aborti. Sotto il 50% si attestano solo, oltre a Calabria e Valle d'Aosta, i ginecologi della Provincia di Trento (44,4%), dell'Abruzzo (44,3%), della Campania e della Sicilia (44,1%), e della Sardegna (45,7%). A livello aggregato, la maggiore concentrazione di ginecologi anti-aborto si trova al Centro Italia (70,3%), seguito dal Nord (63,5%), dal Sud (52,9%) e dalle Isole (44,3%). [...]".

sabato 8 marzo 2008

Che la scelta sia davvero libera!

Città del Vaticano[CuoreMagico] In questo periodo in cui la Chiesa di Roma sta portando avanti un’offensiva a 360° contro alcune delle più preziose conquiste della laicità e della scienza del XX secolo, il dibattito più aspro si è acceso, come era prevedibile, intorno al tema dell’aborto.

Se ne sta parlando tanto, che forse questo intervento risulterà quanto meno superfluo. Ma sento l’esigenza di esprimere la mia opinione.

Personalmente non ricorrerei mai all’interruzione volontaria della gravidanza, tranne che nel caso di diagnosi mediche particolarmente infauste che, lo ammetto senza ipocrisie, non mi sentirei di affrontare.

D'altra parte sono anche convinta che non sia giusto mettere al mondo bambini che si sa già che non potranno avere una vita cosiddetta normale, o che addirittura ne avranno una breve e dolorosa. Fermo restando che rispetto chi la pensa in maniera diversa.


lunedì 11 febbraio 2008

San Valentino? No grazie! (Ma questa è una cosa seria...)

Va bè, diciamolo: sono single, quindi niente San Valentino!

Nè regalo, nè ricevo... E quest'andazzo è lo stesso già da un sacco di anni! Ma guardiamo il lato positivo: risparmio... ;-)
Quest'anno, grazie a dgrossato, ho deciso di fare anche io un "regalo" di San Valentino. Ovviamente non ad un uomo (mancando la materia prima) ma a quaranta bambini! Come farò? Grazie all'Unicef e ai suoi Regali per la Vita.

San Valentino: Vaccino antimorbillo per 40 bambini

San Valentino: dal 1999 a oggi le campagne di vaccinazione di massa hanno ridotto di oltre il 60% la mortalità da morbillo nel mondo. Regala 80 dosi per 40 bambini. Li avrai salvati da una malattia come il morbillo, che in tanti paesi in via di sviluppo è spesso una malattia letale.

Ragazzi, costa soltanto € 13,36!!

In genere sono scettica su queste cose e maliziosa a prescindere. Questa volta voglio sperare che un piccolo gesto sia utile davvero a quaranta bambini e che questi soldi siano usati tutti per questo scopo.

mercoledì 6 febbraio 2008

La Banca del Latte

allattamento al senoEbbene si. Oltre alla Banca del Tempo e alla Banca del Seme c'è anche la Banca del Latte. Ma qui in "buon" Tanzi non c'entra nulla. E neanche le mucche: parliamo infatti del latte materno. Molte strutture ospedaliere hanno centri adibiti alla raccolta ed alla conservazione del latte umano offerto dalle "donatrici", donne che hanno latte in abbondanza possono donarlo in favore di quei neonati più sfortunati che non hanno possibilità di avere altro tipo di alimentazione.

Ho sentito parlare della Banca del Latte Umano in un servizio del tg (ogni tanto parlano anche di cose utili ed interessanti) ed ho cercato un po' di notizie in rete. Se ne parla in modo dettagliato qui. Leggendo l'interessante articolo scopro che c'è difficoltà a reperire l'alimento naturale e quindi si fa spesso uso del latte artificiale; sapendo che il latte umano è un alimento fondamentale e in qualche caso anche insostituibile se si presentano determinate patologie, si rendono utilissime queste Banche del Latte in modo da poter garantire i primi pasti dei neonati in attesa che le madri siano in grado di produrre il latte fresco per i propri figli.


martedì 5 febbraio 2008

Sul documento sui prematuri...

Avrei voluto scrivere qualcosa. Ma non sono madre, non sono medico e non sono giornalista. Preferisco lasciare la parola a chi conosce bene l'argomento e ne sa parlare, a mio avviso, nel migliore dei modi. Ho scelto due autori che seguo da tempo, molto preparati e che nei loro scritti rappresentano il mio pensiero: Gennaro Carotenuto e Chiara Lalli.
Il documento delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia delle quattro facoltà di Medicina delle università romane, La Sapienza, Tor Vergata, Cattolica e Campus Biomedico che prescrive, nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un’interruzione di gravidanza, che il neonatologo debba intervenire per rianimarlo, “anche se la madre è contraria, perché prevale l’interesse del neonato” è del tutto pleonastico per almeno tre motivi.
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Il documento sui prematuri redatto dai direttori delle cliniche ginecologiche delle facoltà di medicina delle università romane (Tor Vergata, La Sapienza, Cattolica e Campus Biomedico) ha scatenato l’ennesima polemica.

Il documento originale non è ancora disponibile (almeno io non ce l’ho ancora, nonostante ne abbia fatto richiesta alla AGUI che mi ha inviato soltanto la conclusione. La prematurità estrema: margini di gestione ostetrica e risvolti neonatologici. Convegno promosso dalle Facoltà di Medicina e Chirurgia delle Università Romane. Documento conclusivo:

con il momento della nascita la legge attribuisce la pienezza del diritto alla vita e quindi all’assistenza sanitaria. Pertanto un neonato vitale va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio ed assistito adeguatamente. L’attività rianimatoria esercitata alla nascita dà quindi il tempo necessario per una migliore valutazione delle condizioni cliniche, della risposta alla terapia intensiva e della possibilità di sopravvivenza e permette di discutere il caso con il personale dell’Unità ed i genitori. Se ci si rendesse conto dell’inutilità degli sforzi terapeutici, bisogna evitare ad ogni costo che le cure intensive possano trasformarsi in accanimento terapeutico).

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lunedì 13 agosto 2007

Spagna: reato di lesa laicità! In Italia, la nazione del Papa, attacco terroristico ed insulti a sua Santità.

vaticano[Riti e Rituali] In Italia, alcuni mesi fa, un Ministro della Repubblica, tal Clemente Mastella, non partecipò alla riunione del Consiglio dei Ministri in occasione della discussione per il disegno di Legge sui DiCo, per probabili conflitti con la propria coscienza cattolica romana. L'Italia è la nazione del Papa, e pertanto non si muove foglia che il Papa o la CEI non voglia! Se la fondamentalista CEI non vuole, le convivenze omosessuali, in barba alle normative europee, non si fanno, né si faranno. Se qualcuno alza la cresta e cerca di dire la sua, sono attacchi terroristici ed  insulti al Papa. La potestà della Chiesa di Roma, in Italia, la fa da padrona. Se cerchi di farlo notare i catto-romani ti rispondono piagnucolando facendo le vittime: ma la Chiesa di Roma non ha il diritto di dire la sua come gli altri? Certo che lo ha, ma come ha detto il Prof. Leopoldo Elia non hanno il diritto alle genuflessioni. In altri stati europei (Germania, Austria), per esempio, ciò non accade, ed in vari articoli ho riportato fatti  in cui emerge che pubblici amministratori hanno per primo l'interesse della nazione, e come disse JFK più di 40 anni fa quando l'interesse della nazione si confonde con l'interesse della religione, ci si prende e si torna a casa, lasciando il posto ad altri che non abbiano tale conflitto.

giovedì 2 agosto 2007

I Bambini Indaco: una Nuova Evoluzione della Razza Umana

Non avevo mai sentito parlare dei bambini indaco prima di leggere un commento all'articolo "Avvistamento Ufo di Pordenone: gli Alieni sono in mezzo a noi?".

La definizione "Indaco" è stata usata per la prima volta da Nancy Ann Tappe,  che nel 1982 scrisse un libro sull'argomento ("Capire la vostra vita attraverso il Colore").  Nancy, scrittrice, sensitiva e terapeuta, è in grado di vedere quelli che lei chiama "i colori della vita"  ed ha un metodo personalissimo per "leggere" questi colori. Alla fine degli anni settanta, Nancy incominciò a notare una trasformazione nei colori vitali, con alcuni colori, come il fucsia o il rosso cremisi,  che tendevano ad affievolirsi o a scomparire. Tuttavia la sua ricerca iniziò soltanto negli anni ottanta, quando  alcuni genitori,  preoccupati per il comportamento anomalo, "fuori dagli schemi" dei loro bambini, si rivolsero a lei per esseri aiutati.  Con sorpresa Nancy si accorse che il colore vitale di tutti questi bambini  tendeva all'azzurro violaceo. Di qui la definizione "Bambini Indaco". Chi sono dunque i Bambini Indaco?  Ecco come li descrivono Lee Carroll e Jan Tober nel loro libro "The Indigo Children".