Nella mia mente mi passò subito l’altro crittogramma ricavato dall’altra pergamena che avevo trovato maledettamente in quel pilastro all’interno della Chiesa di Maria Maddalena.
Maledetto il giorno che Dio mi concesse di vedere quello che non avrei mai dovuto vedere!!

Come sai il crittogramma in oggetto recita in questa maniera:
Berger Pas de tentation que Poussin Teniers gardent la clef pax DCXXXI par la croix et che cheval de dieu j’acheve ce daemon de gardien a midi pommes blues.
Tradotta, vien fuori una sorta di assurdità sintattica praticamente e assolutamente illogica e priva di senso:
Pastorella nessuna tentazione che Poussin Teniers tengono la chiave pace 681 per la croce e questo cavallo di dio io anniento questo demone di guardiano a mezzogiorno mele azzurre.

Ripeto che apparentemente sembra un’accozzaglia di parole senza fondamento, eppure stiamo attenti: Poussin e Teniers sono due pittori famosi ed io stesso posseggo in copia due quadri importanti di questi autori
(oltre ad uno di un anonimo del seicento che rappresenta l’incoronazione di Celestino V, il Pontefice del gran rifiuto che si dimise misteriosamente dalla sua carica e poi fu tenacemente ricercato, incarcerato e forse ucciso in maniera disumana, immortalato mentre tiene in mano appunto una sorta di chiave; peraltro, a proposito di questo misterioso pontefice qualcuno avanza l’ipotesi che quando
il suo corpo fu riesumato il suo teschio presentava uno strano foro, d’altronde è risaputo che i Templari avevano intrattenuto con lui, prima e dopo la sua elezione, speciali rapporti di amicizia, e un foro in un teschio sembra presentare anche un quadro molto inquietante del Guercino), il
681 è inoltre la data in cui Sigisberto IV, figlio di Dagoberto II, si recò nel nostro Castello di Rennes, e per giunta indica un anno fatidico per la storia della teologia cristiana, la data in cui fu dibattuta in un
Concilio a Costantinopoli una questione appunto molto bizantina e incomprensibile a proposito della natura e volontà di Cristo, un fatto molto importante perché rivela che
a quel tempo non era ancora chiaro se Gesù fosse un uomo o un Dio e questo già di per sé è molto indicativo, senza tacere del dettaglio molto sinistro che quando trovai le pergamene,
nel pilastro era appunto inciso il numero fatidico, che poi, capovolgendo la colonna e depositandola all’esterno della mia Chiesa,

trasformai in
1891, la data maledetta del loro ritrovamento.
Tra l’altro la coincidenza tra i due avvenimenti appena citati (Sigisberto IV che si nasconde nel nostro Castello e la celebrazione del Concilio di cui sopra) risulta fortemente sospetta, se si pensa che in fondo i due Regnanti merovingi mostrarono una sorta di avversità per le prerogative della Chiesa, tanto che si mormora che il Dagoberto II potrebbe essere stato vittima di un complotto ecclesiastico per togliere di mezzo un testimone scomodo della piena umanità di Cristo, essendone peraltro un lontano discendente.

Ancora: come tu sai, all’entrata della mia Chiesa vi è la statua di un Demone,
Asmodeo, guardiano secondo la leggenda dei tesori di
Re Salomone, che sorregge un’acquasantiera ed inoltre d’inverno un raggio di luce, attraversando una vetrata con su dipinte delle
mele azzurre, le proietta all’interno provocandone uno spettacolare riflesso.
Ti ricordo poi di sfuggita che non lontano da Rennes-le-Chateau, in aperta campagna, esiste un luogo molto particolare in cui vi è
una sorta di masso a forma di cavallo, appunto “
Il Cavallo di Dio”, un dettaglio non di poco conto e che bisogna attentamente studiare, anche se la dicitura nella pergamena potrebbe anche contenere un riferimento velato ai
Cavalieri Templari.

Peraltro, secondo diversi esperti da me consultati e secondo l’opinione che me ne sono fatto osservando di persona il territorio attorno a Rennes-le-Chateau che tu conosci meglio di me, sembra che appunto il
Teniers, autore di diversi quadri con
Sant’Antonio Eremita come personaggio principale,
avesse rappresentato velatamente nei suoi dipinti precise indicazioni topografiche del territorio circostante le nostre zone di campagna e di montagna.

Il cerchio dunque si chiude in questo modo:
Pastorella (si riferisce al personaggio che si può vedere nel dipinto di Poussin),
non avere alcuna esitazione-tentazione […qui il riferimento chiaro è alle Tentazioni di Sant’Antonio del pittore belga Teniers],
perché nei quadri di Poussin e di Teniers vi è racchiusa la famosa cifra 681 per risolvere il mistero e per distruggere il demone che nel nostro mezzogiorno francese ne impedisce la risoluzione, anche mediante l’aiuto di indicazioni topografiche quali una croce e una scultura di un “cavallo di Dio” (che in ogni caso allude anche ai Cavalieri del Tempio) e dello splendore divino simboleggiato dal raggio di luce che proietta nella Chiesa di Rennes-le-Chateau delle mele azzurre anch’esse simbolo di stirpe regale, la stirpe dei discendenti di Cristo, appunto i Re merovingi.
Saluti
Vipom
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