A mio parere, però, la collaborazione non dovrebbe "limitarsi" a queste cose.
Fino a pochi anni fa la Spagna era considerata, forse a ragione, molto indietro in tutti i campi messa a confronto con gli altri Stati europei. A mio avviso, dopo l'entrata nella Comunità Economica Europea e soprattutto con l'elezione di Zapatero, ha avuto una notevole crescita economica e sociale. Molte delle riforme volute da Zapatero hanno come punto centrale le libertà di scelta personali, l'etica e la laicità: punti sui quali i nostri governanti hanno molto da imparare.
Da Wikipedia riporto le riforme in materia di famiglia, scelte personali, ricerca scientifica volute dal governo Zapatero: "Durante il governo Zapatero il Parlamento spagnolo ha approvato numerose, e spesso criticate, leggi volte ad aumentare la libertà delle scelte personali, soprattutto a proposito di materie riguardanti l'etica e la laicità. È stato introdotto il divorzio breve, una nuova procedura legale per l'annullamento dei matrimoni dedita a diminuire tempi e costi; è stata approvata una legge liberalizzante sulla fecondazione assistita. Piuttosto celebre e discussa è stata la riforma che ha allargato l'accesso al matrimonio anche alle coppie omosessuali, garantendo così anche agli omosessuali gli stessi diritti riservati alle coppie eterosessuali, tra cui ha fatto discutere quello di adottare dei figli. Lo stesso diritto di adozione è stato poi allargato anche alle coppie di fatto (Adozione da parte di coppie dello stesso sesso). Sono state alleggerite le pratiche di modifica delle generalità per i transgender, legalizzata la sperimentazione medica della cannabis e ridotte molte restrizioni sulla clonazione terapeutica e sull'uso di cellule staminali di origine embrionale ai fini di ricerca scientifica. In materia di laicità, è stata eliminata l'obbligatorietà per gli studenti di ricevere l'insegnamento della religione cattolica a scuola".
Insomma, vita dura per la Chiesa spagnola! Deve avere parecchi grattacapi da un uomo così propenso a difendere la libertà personale dell'individuo e così progressista. Mica come qui in Italia, dove il premier esorta la Chiesa di Roma a fornire un concreto aiuto per fronteggiare l'evasione fiscale oppure dove la Chiesa di Roma da gli "Orientamenti per la pastorale della strada".
Ci sono altri punti che si prestano ad un confronto tra Spagna e Italia sotto il profilo della laicità. Ce li propone Raffaele Carcano sul sito dell'Uaar. Sono due Paesi tradizionalmente cattolici, entrambi usciti da una dittatura di destra (noi prima), entrambi con un Concordato (noi prima - ma gli spagnoli hanno già cominciato a svuotarlo di contenuti), entrambi con la stessa normativa sul finanziamento alla Chiesa cattolica (noi prima - ma gli spagnoli l’hanno già modificata) e sull’ ora di religione (noi prima - ma gli spagnoli l’hanno già modificata).
Come possiamo vedere dovremmo essere più avanti noi in tema di laicità dello Stato, ma non è così. Probabilmente molto dipende dalle persone che governano i due Paesi e dalla loro voglia di far prevalere i diritti delle persone invece che le malcelate pretese del Sovrano del Vaticano. Zapatero ha saputo realizzare ciò che aveva promesso in campagna elettorale, ascoltando le esigenze dell'opinione pubblica spagnola. Noi non abbiamo avuto neanche le promesse elettorali e quelle poche fatte non saranno mai mantenute (come sempre del resto, sia da una parte che dall'altra).
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